Italia – Dittatura a sovranità finanziaria

Grazie al quotidiano “La Verità”, con l’amico Giuseppe Palma, abbiamo avuto modo di toglierci qualche sassolino dalle scarpe raccontando la triste verità che ci circonda. Grazie al Direttore, Belpietro.
Ecco L’articolo, uscito il 3 gennaio:

COSTITUZIONE E TRATTATI EUROPEI NON POSSONO CONVIVERE. Ce lo dicono i Padri Costituenti. Quelli veri… (di Giuseppe PALMA e Marco MORI. Avvocati)

La convivenza tra Costituzione italiana e Trattati Europei è assolutamente impossibile. I secondi sono, a tutti gli effetti, un fatto palesemente illecito. E non siamo noi a dirlo, ma addirittura i Padri Costituenti, quelli veri.

Anzitutto la Costituzione non prevede cessioni di sovranità, ma unicamente circoscritte limitazioni ai soli fini di pace e giustizia, ed in condizioni di reciprocità tra le Nazioni. La cessione resta invece un reato, punito ai sensi degli artt. 241 e ss. del codice penale, trattandosi di un delitto contro la personalità dello Stato.

La sovranità infatti era definita, fin dal progetto di Costituzione, incondizionata ed incondizionabile: l’Italia accettava di limitarla soltanto per evitare nuovamente la tragedia di una guerra (l’Europa era stata devastata, nell’arco di appena trent’anni, da ben due guerre mondiali). Infatti, se si leggono i verbali dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente, si comprende perfettamente che le limitazioni di cui all’art. 11 della Costituzione si riferiscono unicamente all’ONU, proprio al fine di evitare nuovi conflitti bellici mondiali.

A tal proposito occorre ricordare l’emendamento presentato dall’on.le Lussu circa la possibilità di estendere le ipotesi di limitazioni della sovranità anche a livello europeo, cioè verso un futuro ed eventuale progetto federativo sovranazionale ancora a divenire. L’emendamento fu respinto! Sì, avete letto bene: res-pin-to!

Ciò detto, chiarite le intenzioni dei Padri Costituenti (che costituiscono fonte irrinunciabile per poter comprendere il significato ed il senso delle disposizioni costituzionali), vediamo cosa sono i Trattati Europei: questi incidono fortemente in casa nostra, anzi ci esautorano di ogni strumento decisionale davvero importante, impedendo allo Stato di svolgere i suoi compiti, in primis la tutela del lavoro e dei diritti fondamentali ed inalienabili dell’uomo.

Lo Stato, sottoscrivendo i Trattati, ha infatti abdicato alla sua naturale funzione di organo di disciplina, coordinamento e controllo del settore economico, anche ai fini di redistribuire la ricchezza, in conformità alla funzione sociale della proprietà imposta dalla nostra Costituzione. Lo Stato è arrivato addirittura a privarsi della sovranità monetaria, ceduta alla BCE, una “banca centrale” indipendente dalla politica (che non c’è) e che non funge neppure da prestatrice di ultima istanza, funzione funestamente lasciata a cittadini e imprese.

In sostanza i Trattati europei hanno imposto come legge il modello economico neoliberista, che teorizza la libertà assoluta e senza regole dei mercati, con uno Stato che deve rimanere fuori dall’economia, nella folle idea – smentita dai fatti ovunque nel mondo – che così le risorse si distribuiscano equamente. Così si è codificata, nei fatti, una dittatura finanziaria, la nostra Repubblica, ha cessato di esistere, il popolo è sottomesso al potere economico.

I nostri Padri Costituenti ci ricordavano che una simile politica in ambito economico, non solo fu fallimentare in passato, ma portò anche alla seconda guerra mondiale. Addirittura la sola limitazione della sovranità in materia economica, al fine di togliere allo Stato il potere di intervento nel settore economico a fini redistributivi o di interesse pubblico, è in ogni caso illecita, perché va nella direzione opposta alla pace e alla giustizia tra le Nazioni, obiettivo irrinunciabile delineato dall’art. 11 Cost.

In definitiva la competizione, anche in campo economico, è il contrario della solidarietà e dunque è il contrario della pace.

“Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze fra le quali primeggia la guerra tremenda che fu la rovina di tanti popoli”, On. Gustavo Ghidini, 1947. Padre Costituente. Uno dei Padri veri però…

di Giuseppe PALMA e Marco MORI – Avvocati autori tra gli altri del “Male assoluto” e del “Tramonto della democrazia” entrambi disponibili on line su ibs.

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