Politiche economiche

 

Il programma di Riscossa Italia si basa sul recupero della sovranità fiscale e monetaria dello Stato e sul ripudio dei parametri di deficit e debito pubblico previsti dai Trattati europei.
Lo Stato deve essere libero di intervenire quando serva per stimolare l’economia e sostenere la domanda in funzione anticiclica attraverso la propria spesa per investimenti.
Parimenti lo Stato non deve avere limiti di bilancio che impediscano l’erogazione dei servizi essenziali ad un costo che permetta ad ogni cittadino di usufruirne e, quando si tratta di tutela dei diritti fondamentali, anche gratuitamente; per questo dovrà essere ripristinata la norma dell’art. 81 Cost. nella sua formulazione originaria.
La spesa pubblica potrà essere finanziata a seconda delle necessità e del ciclo economico attraverso emissione di moneta, emissione di titoli ad un tasso concordato che remuneri giustamente il risparmio dei cittadini, ovvero tassazione, secondo il principio redistributivo e cooperativo di cui all’art. 53 Cost.. Le tasse quindi saranno basate sul principio di progressività e ricadranno quasi esclusivamente sul reddito, con una piccola percentuale sul patrimonio o sui consumi di lusso, e solo su quei beni che diano realmente un reddito da rendita, escludendo case di abitazione o non locate, terreni non utilizzati e beni durevoli non produttivi.
La Banca Centrale dovrà tornare sotto il controllo del Tesoro ed essere di proprietà pubblica. Le banche commerciali potranno essere anche private, ma per ogni settore economico vi sarà una banca pubblica di riferimento. Sarà reintrodotta la separazione fra banche commerciali e banche di investimenti: queste ultime non avranno alcun aiuto pubblico in caso di dissesto ed ogni rapporto fra banca ed investitori sarà regolato dal codice civile.

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