Istruzione

Istruzione, ricerca e innovazione.

Occorre ripensare al sistema dell’istruzione pubblica, che è stato gravemente penalizzato dalle varie riforme scellerate degli ultimi decenni ispirate allo scopo precipuo di ridurre i costi senza porre attenzione al livello dell’istruzione. In questo contesto andranno ripensati i programmi ministeriali guidati dal pensiero che l’istruzione non dovrebbe essere indirizzata esclusivamente verso la creazione di docili e obbedienti ingranaggi da inserire in una mansione lavorativa ma, in primo luogo, a perseguire lo sviluppo delle doti e delle conoscenze dell’essere umano e del cittadino proattivo e responsabile.
Libertà di insegnamento; presenza di scuole statali per tutti i tipi, ordini e gradi di istruzione; libero accesso all’istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione; obbligatorietà e gratuità dell’istruzione dell’obbligo; riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi, purché capaci e meritevoli mediante borse di studio, assegni ed altre provvidenze da attribuirsi per concorso.
Naturalmente è necessario incrementare il supporto economico, allo scopo di riportare a livelli di decenza l’edilizia e le dotazioni didattiche drammaticamente ridotte negli ultimi anni.
E’ indispensabile che lo stato sia il primo attore nel finanziamento alla ricerca, in particolar modo con riferimento alla ricerca di base nei settori che saranno ritenuti strategici (a titolo di esempio: chimico-farmaceutica, elettronica, telecomunicazioni, tecnologia dei materiali, energia).
Una ulteriore proposta potrebbe essere quella creare una società finanziaria pubblica per promuovere la nascita di aziende innovative, tramite finanziamenti agevolati e creare aziende pubbliche di ricerca nei campi ritenuti strategici.

IN SINTESI
Attuazione degli art. 33-34 della Costituzione.
Gratuità effettiva della scuola, per lo meno nel periodo dell’obbligo scolastico; libri e materiale scolastico di base gratuito; abolizione delle tasse scolastiche.
Ripristino al livello della media europea delle retribuzioni degli insegnanti italiani (attualmente del 30% inferiori).
Ripristino del livello di spesa per l’istruzione e l’intero settore cultura per riportarlo almeno nella media europea, circa 1,5 punti di PIL (20-25 miliardi annui).
Abolizione de “La Buona Scuola” (Legge 107/15) e dei suoi principi di scuola- azienda (chiamata diretta, autonomia finanziaria dell’Istituto ecc.).
Abrogazione dell’alternanza scuola-lavoro; la scuola deve insegnare ad inserirsi nella società, non al lavoro.
Interventi di riqualificazione dell’intero complesso edilizio scolastico nazionale, a cominciare dalla messa a norma antisismica delle scuole, al fine di perseguire la massima sicurezza possibile.

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