Politica estera

La collocazione internazionale dell’Italia

La riconquista della sovranità nazionale porta la necessità e la possibilità di rivedere la collocazione internazionale non solo rispetto all’Europa. L’Italia deve svolgere un ruolo di connessione, una cerniera fra l’Europa del nord ed il mediterraneo. E’ fondamentale che il Mediterraneo diventi un mare di pace: “Mare Nostrum”, condiviso da tutti i popoli rivieraschi. A tal fine il Mediterraneo deve essere sgombro da basi per flotte di paesi che non vi si affacciano. In secondo luogo deve diventare un luogo di cooperazione e solidarietà finalizzato ad estirpare guerre, povertà ed indigenza che costringono migliaia e migliaia di persone ad attraversarlo mettendo a repentaglio la loro stessa vita. La pace, la cooperazione, la solidarietà sono gli strumenti fondamentali per rendere possibile ad ognuno una vita piena nei propri paesi. In un quadro più generale l’Italia deve avere rapporti paritari con tutti: BRICS in particolare, e non partecipare ad alcuna alleanza militare precostituita.
Andrà posta un‘attenzione particolare al sostegno della cultura italiana nel mondo (la lingua italiana è la quarta lingua più studiata nel mondo).
L’esercito va impiegato e dimensionato in base al rispetto dell’art. 11 della Costituzione e al dovere di ogni cittadino di difendere il territorio. In determinate occasioni può e deve essere impiegato in operazioni di supporto a favore della popolazione.
In questo senso, tenuto conto degli aspetti tecnologici, della collocazione mediterranea, degli interventi in campo internazionale, nel rispetto dell’art. 11 e del voto del parlamento, l’esercito deve basarsi su un modello di autodifesa a partecipazione popolare.

IN SINTESI
Politica estera strategicamente impostata su accordi anche di investimenti economici e di cooperazione con i Paesi mediterranei, volta a mantenere la pace e ad incrementarne lo sviluppo democratico e sociale.
Rapporti bilaterali con i Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) di natura politica ed economica.
Riflessione sul ruolo della NATO, che allo stato delle cose non riflette più i principi e le finalità originarie, considerandone la partecipazione dell’Italia come superata dagli avvenimenti della storia.
Ridefinizione dei compiti e dell’organizzazione dell’esercito in funzione all’art.11 della Costituzione, prevedendo una reintroduzione della leva popolare.
Abolizione del diritto di veto in seno alle Nazioni Unite, attualmente in capo alle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. Tale modifica è la condizione unica perché la partecipazione dell’Italia all’O.N.U. sia compatibile con l’art. 11 Costituzione.
Sostegno alla cultura italiana nel mondo.

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