Riscossa Italia

 IL PROGRAMMA

 

Il partito Riscossa Italia si propone come obiettivo fondativo il ripristino della legalità costituzionale nel Paese, il programma è dunque l’applicazione dei 139 articoli della Costituzione del 1948. In estrema sintesi, seguendo in linea di massima l’esatto ordine costituzionale:

1. Riscatto della sovranità nazionale e restituzione della stessa al popolo, che la eserciterà attraverso il voto diretto, eguale, libero e personale, ovvero con un sistema esclusivamente proporzionale, con sbarramento all’1%;

2. Riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità, anteponendo essi ad ogni logica di bilancio o di profitto;

3. Rimozione degli ostacoli economici e sociali che, limitando di fatto l’uguaglianza, impediscono lo sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione dei lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Conseguente impostazione della politica economica ed industriale del Paese al fine di conseguire la piena occupazione, attraverso attività che concorrano al progresso materiale o a quello spirituale della società;

4. Riconoscimento ed attuazione del più ampio decentramento amministrativo nell’erogazione dei servizi a prescindere anche dagli eventuali maggiori costi da sostenere. Abolizione delle normative in merito alle unioni ed alle fusioni tra i Comuni, ripristino del sistema Stato organizzato in Regioni, Province e Comuni, abolizione delle città metropolitane;

5. Divieto all’ingresso nel nostro ordinamento delle religioni che contrastino con l’ordinamento giuridico italiano;

6. Promozione della ricerca scientifica, di quella tecnica e della cultura, creazione di aziende di Stato a tali fini. Sottrazione al monopolio privato della ricerca farmaceutica, ove il profitto è per definizione contrario all’interesse pubblico;

7. Uscita unilaterale ed immediata sia dall’euro che dall’Unione Europea, organizzazione criminale dedita al consolidamento del potere finanziario internazionale a scapito dei popoli e della democrazia;

8. Uscita dalla Nato, in quanto in palese contrasto con l’art. 11 Cost. e ormai priva di ragioni giustificatrici, chiusura delle basi straniere sul territorio italiano;

9. Abolizione del diritto di veto in seno alle Nazioni Unite, attualmente in capo alle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. Tale modifica è la condizione unica perché la partecipazione dell’Italia all’O.N.U., sia compatibile con l’art. 11 Cost.;

10. Creazione di una sezione specializzata presso la Procura di Roma che si occupi di perseguire i delitti contro la personalità dello Stato commessi, abrogazione della Legge n. 85/2006 che introdusse la violenza come condizione per la consumazione di alcuni delitti contro la personalità dello Stato;

11. Forte limitazione della possibilità di disporre la custodia cautelare in carcere, dunque prima della condanna definitiva, a carico di un imputato, riducendola ai soli reati contro la persona ed ai delitti contro la personalità dello Stato;

12. Nessuno può essere privato della libertà per le espressioni proferite, sia verbalmente che in forma scritta, anche se offensive o diffamatorie. In tali casi sarà sempre possibile la via del risarcimento civile ad iniziativa della parte offesa;

13. Valorizzazione della scuola pubblica attraverso assunzioni e spesa per migliorare i servizi e portarli a livello di eccellenza, l’istruzione deve essere in linea di principio gratuita, fatti salvi i doveri di solidarietà per le classi più abbienti;

14. Valorizzazione della sanità pubblica, gratuità delle cure per gli indigenti, come garantito dalla Costituzione, ma anche per la classe media, con la possibilità, per i soli redditi più alti, di dover versare mere contribuzioni improntate agli inderogabili doveri di solidarietà, economica, politica e sociale. Garantire la libertà di cura secondo criteri oggettivi di scientificità;

15. Controllo dei fenomeni migratori in base alla politica dei flussi, fatte salve le persone che hanno diritto di asilo, da attuarsi in ogni caso al di fuori del territorio nazionale. Nessuno potrà stabilirsi nel Paese senza regolare permesso, pena l’immediata espulsione con riaccompagnamento coattivo al confine, garantedo salute, dignità ed in generale il buon trattamento dell’espulso;

16. Diritto del lavoratore ad un’adeguata formazione professionale e ad una retribuzione minima garantita, che sia in ogni caso sufficiente ad assicurare a se ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Applicazione letterale dell’art. 38 Cost., garantendo ad ogni indigente condizioni di vita dignitose, a tutti un’equa pensione, il cui importo minimo è dovuto a prescindere da ogni criterio contributivo, parificando le tutele per i lavoratori autonomi a quelle dei dipendenti;

17. Ritorno alla tutela reale del posto di lavoro per i licenziamenti illegittimi;

18. Limitazione, coordinamento e disciplina dell’iniziativa economica, al fine che l’interesse pubblico prevalga sempre su ogni logica di profitto, come richiesto dai Padri Costituenti, che consideravano già superata l’ideologia liberista in materia economica nel 1948, poiché fu la causa diretta della seconda guerra mondiale. Tutto questo proprio al fine di raggiungere il massimo benessere possibile. Nazionalizzazione delle imprese di interesse pubblico ed in particolare di quelle che operano in regime di monopolio, riscatto della piena sovranità monetaria, nazionalizzazione della Banca Centrale, che tornerà alle dirette dipendenze del Ministero del Tesoro, e delle Banche commerciali di interesse pubblico. Separazione tra banche commerciali e banche di investimento. Introduzione di dazi che scoraggino ogni tentativo di delocalizzare all’estero la produzione, rendendola sconveniente economicamente. Introduzione di dazi commerciali nei confronti dei Paesi che non rispettano i diritti dei lavoratori e non garantiscono ad essi una retribuzione equa e conforme al nostro art. 36 Cost.;

19. Introduzione del reato di “attuazione di politiche neoliberiste” laddove chiunque vieti, o tenti di vietare, l’intervento dello Stato nel settore economico, o ne comprima l’indipendenza, essendo il neoliberismo un’ideologia criminale diretta unicamente a tutelare gli interessi di pochi oligarchi a scapito del popolo;

20. Vista la funzione sociale della proprietà, nel dibattito parlamentare si dovrà dare piena attuazione all’art. 42 Cost., individuando un limite massimo di accentramento delle proprietà, in quanto in tali casi, se anche fosse possibile un maggior sviluppo economico, ci si troverebbe davanti ad un potere così forte, da diventare automaticamente un potere politico. Ovviamente non ci si riferirà alle imprese o alle grandi imprese, ma ai grandi gruppi economici internazionali che acquisiscano posizioni dominanti e distorsive della stessa libertà di mercato. Coerentemente con questo disegno le piccole e medie imprese, saranno agevolate con le misure di legge opportune, rimanere “piccoli” dovrà essere conveniente, al fine di distribuire equamente la ricchezza;

21. Abrogazione del pareggio in bilancio e costituzionalizzazione espressa, specificando meglio il dettato già esistente nell’art. 47 Cost., dell’obbligo dello Stato di detenere la sovranità monetaria e di attuare politiche macroeconomiche espansive, ad eccezione dell’esistenza di eventuali esigenze opposte, quale un’improbabile spinta inflattiva eccessiva, che non consenta di attuarle per brevi periodi, nei quali potrebbe essere necessario drenare la moneta in eccesso nell’economia. In sostanza si tratta della completa inversione delle logiche attualmente codificate nell’art. 81 Cost., il deficit, essendo credito privato, deve diventare la norma. Il pareggio di bilancio o l’avanzo primario deve invece essere la mera eccezione dovuta ad eventuali contingenze sfavorevoli e solo nell’ottica di preservare occupazione, potere d’acquisto delle famiglie e risparmi;

22. Elaborazione di un programma industriale che punti, nel minor numero di anni possibile, alla totale autonomia energetica ed alimentare del Paese, attraverso sistemi e tecnologie innovative e compatibili con l’ambiente. Finanziamento massiccio della ricerca pubblica in tal senso con premi di produzione talmente elevati da incentivare l’abbandono della ricerca privata in favore di quella pubblica, che per definizione antepone l’interesse collettivo al profitto;

23. Tra le coperture previste per far fronte ai costi di una legge potrà essere prevista anche la creazione di moneta da parte dello Stato, o l’esposizione a deficit da finanziare attraverso l’acquisto dei titoli da parte della banca centrale e/o attraverso i mercati, a seconda delle esigenze di politica monetaria, decise sovranamente;

24. Divieto, nel rispetto dell’art. 49 Cost., di ogni limite od ostacolo alla candidatura di un partito politico a qualsivoglia elezione locale o nazionale, abrogazione dell’obbligo di raccolta delle firme, abrogazione di ogni obbligo di autentica notarile per lo svolgimento delle pratiche elettorali, ripristino del finanziamento pubblico ai partiti (la cui abrogazione era ed è incostituzionale) attraverso fondi e spazi pubblici uguali per tutti e divieto assoluto del finanziamento privato, ad eccezione dei modici versamenti da parte degli iscritti del pagamento delle quote sociali;

25. Applicazione letterale dell’art. 53 Cost. secondo l’interpretazione autentica dei Padri Costituenti. Ammissione di imposte esclusivamente proporzionali al reddito e progressive, con costituzionalizzazione del limite massimo di prelievo possibile per i redditi più alti, ovvero, in caso di improbabili spinte inflattive eccessive, apertura alla tassazione indiretta solamente sui beni non necessari e di lusso, conseguente abolizione delle imposta sulla prima casa;

26. Riduzione delle firme necessarie a promuovere un referendum abrogativo, fermi i limiti dell’art. 75 Cost., riduzione delle firme necessarie a promuovere una legge di iniziativa popolare ed obbligo del Parlamento di votarla entro sei mesi dal deposito, intendendosi in caso contrario, direttamente approvata con obbligo al Presidente della Repubblica di promulgarla senza alcun ritardo;

27. Dato l’abuso dell’istituto, purtroppo avallato anche da qualche discutibile sentenza della Consulta, tassativa indicazione dei limiti per la decretazione d’urgenza, da fissarsi solamente in fatti di natura puramente eccezionale, è il Parlamento infatti che dirige, indirizza e coordina l’attività di Governo, il cui compito, escluse appunto le urgenze, è solo quello di eseguire gli ordini delle Camere e di dirigere la P.A. al cui vertice è ovviamente posto. In nessun caso le questioni economiche possono essere considerate urgenze da risolversi attraverso lo strumento della decretazione;

28. Versamento alle amministrazioni locali dei contributi finanziari necessari e sufficienti alla erogazione dei normali servizi e alla risoluzione delle emergenze che dovessero verificarsi, anche per mezzo di un apposito scoperto di conto da rendere disponibile presso la Banca d’Italia;

29. Abolizione della riforma Costituzionale n. 3/2001 (con riformulazione della ripartizione di competenze tra Stato e Regioni nel rispetto dell’art. 5 Cost.), nonché di quella n. 1/2012;

30. Dopo anni di disinformazione è necessario tornare a dire la verità al popolo attraverso il pluralismo dell’informazione, che dovrà essere garantito da spazi, sui media nazionali, accessibili a tutti i partiti, qualsiasi sia la loro dimensione, in forma totalmente gratuita con obbligo di contraddittorio tra tutte le forze politiche esistenti in ogni dibattito diffuso attraverso strumenti mediatici. Insegnamento dei rudimenti della macroeconomia nelle scuole elementari spiegando ai bimbi prevalentemente cosa sia la moneta, un mero strumento che ci consente di commerciare senza ricorrere al baratto, e non un bene.

                            


Riscossa Italia

 IL PROGRAMMA LOCALE

 

1. Piena applicazione dei principi fondamentali della Costituzione, in conformità della sentenza della Corte Costituzionale n. 275/16. L’erogazione dei diritti incomprimibili non può essere limitata da qualsivoglia esigenza di bilancio, il patto di stabilità interno verrà dunque rifiutato con forza e sarà violato, opponendo ogni eventuale sanzione davanti alle autorità giudiziarie preposte;

2. Messa in sicurezza della città a tutti i livelli ed a prescindere da ogni disponibilità di cassa. La tutela dei diritti incomprimibili obbliga lo Stato a trasferire al Comune le risorse necessarie, Stato che riscattando la sovranità monetaria, non avrebbe alcun problema di cassa. Basterebbe disporre nuovamente di una Banca Centrale, che tornasse ad essere la necessaria prestatrice illimitata di ultima istanza. Se lo Stato non deciderà in tale senso, sarà una sua scelta politica, fonte di responsabilità, sia sotto il profilo penale che civile;

3. Rigetto dell’insensata politica dell’accensione di prestiti da parte dell’amministrazione comunale. I soldi per il normale funzionamento dei servizi e per l’erogazione dei diritti incomprimibili devono arrivare dallo Stato, non devono certamente essere chiesti in prestito, con un danno enorme in termini di interessi da corrispondere. Il Comune non è un’azienda, ma un’amministrazione pubblica che può (e più spesso deve) operare in deficit di bilancio;
4. Abolizione delle imposte indirette sulle prime case dei cittadini (salvo quelle di lusso), in quanto palesemente incostituzionali;

5. Introduzione di una moneta complementare, placebo che tuttavia a livello locale darebbe un minimo di sollievo, in attesa che l’Italia torni alla propria moneta;

6. Moratoria agli sfratti ed ai pignoramenti immobiliari, su tutto il territorio del Comune, nei confronti dei cittadini che non dispongono di un reddito sufficiente a trovare un’altra abitazione. Le banche attenderanno a riavere i propri soldi. Quanto ai privati danneggiati da questo provvedimento, essi riceveranno un’equa indennità dal Comune per l’occupazione del proprio immobile ed otterranno la completa esenzione da ogni tributo in riferimento ai beni bloccati;

7. Assistenza a tutti coloro che sono privi di vitto ed alloggio, in conformità al disposto dell’art. 38 Cost.

8. Stop ad ogni privatizzazione ed a qualsiasi vendita dei beni Comunali, recupero di quanto già alienato, o anche di ciò che è stato semplicemente dato in gestione ai privati;

9. Ritorno al numero chiuso per le le licenze relative alle attività commerciali da fissarsi per ogni settore merceologico sulla base della domanda di quel particolare bene o servizio.

 

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