IL COMUNICATO DI RISCOSSA ITALIA SUL DECRETO LEGGE LORENZIN

 

In merito alle problematiche sorte con l’approvazione del decreto legge Lorenzin sull’obbligo di vaccinazione e le contestazioni da esso sollevate Riscossa Italia, quale partito politico attento alla legittimità formale e sostanziale, rileva quanto segue:

  • Qualsiasi posizione anti vaccini o pro vaccini aprioristica e radicale è una posizione superficiale ed infantile: l’utilità storica dei vaccini al fine di debellare dal nostro continente malattie che hanno causato in passato migliaia di morti non può essere messa in discussione. Grazie alla vaccinazione di massa sono state eradicate malattie come la poliomielite e la difterite ed i benefici di tali profilassi sono fatti incontestabili.

  • Detto questo va rilevato che il metodo imposto dal decreto, ovvero la vaccinazione simultanea per ben 12 patologie, oltretutto attuata ad un età in cui il sistema immunitario non è neanche pienamente formato, crea sicuramente qualche perplessità, sia per il numero dei vaccini, superiore a quanto previsto in quasi tutti i Paesi europei, sia per il cumulo, sia di sostanze metalliche che tali profilassi comporta, sia di ceppi virali, pur attenuati, che vengono inoculati contemporaneamente. Tale problema andava affrontato in maniera più ponderata, senza preclusioni o accettazioni fideistiche di tale metodo.

  • Non può poi un partito come Riscossa italia, che fa della legalità costituzionale il suo caposaldo, non stigmatizzare pesantemente il modo con cui si è imposta questa prassi: ancora una volta, in totale spregio della norma dell’art. 77 Cost. il Governo si è arrogato il diritto di utilizzare lo strumento del decreto legge, senza che vi siano quelle ragioni di straordinaria necessità ed urgenza che lo legittimano. Il decreto legge sull’obbligo delle vaccinazioni poteva e doveva essere un disegno di legge da presentare al Parlamento per la necessaria discussione ed approvazione, non essendoci alcuna grave situazione da dover immediatamente regolamentare. Ciò rende sotto il profilo formale il provvedimento illegittimo ed invalido.

  • Altra grave questione che coinvolge la democraticità del provvedimento è poi l’obbligo immediato e generale, con effetto retroattivo, sanzionato pesantemente, addirittura con la perdita della patria potestà sul minore non vaccinato. Tale previsione risulta esageratamente punitiva e non giustificata dall’art. 32 Cost. che pur prevede la possibilità di obbligare a trattamenti medici la popolazione in via legislativa, andando a cozzare, sia con il principio generale di ragionevolezza e proporzione fra fatto sanzionato e pena, sia con i principi di conservazione della famiglia, e quindi il diritto di essere genitore e non vedersi privato del diritto di educazione e tutela, di cui agli artt. 29 e 30 Cost..

In definitiva il provvedimento adottato dalla ministra Lorenzin appare frettoloso, non ben ponderato ed emesso attraverso la forzatura dello strumento della decretazione d’urgenza: Riscossa Italia si auspica che in sede di conversione il decreto venga respinto e si attui un normale iter legislativo, unico che può permettere un ragionato ed equilibrato dibattito su un tema così delicato, o che venga comunque radicalmente modificato nei suoi punti più controversi.

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